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Ma quanto conta per noi il bene altrui?

Ma quanto conta per noi il bene altrui?
Poco si direbbe dalle battute che molti politici e cittadini fanno sui cosiddetti clandestini.
Siamo davvero sicuri che tutti i clandestini siano soltanto dei ladri o degli assassini?
Siamo davvero sicuri che sia soltanto la disperazione e la fame a spingere nuovi migranti verso l’Italia?
Siamo davvero sicuri che siano soltanto degli assassini?
Forse un certo astio ed un certo disprezzo nascondono qualcosa di più inquietante in un paese da sempre custode universale della bellezza e attento ai problemi del sud del mondo. Oggi l’Italia sembra molto più indifferente, di rado egoista e cattiva verso lo straniero e tutto ciò sembra presagire l’indifferenza più generalizzata verso chi ha più bisogno.

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Il piccolo razzismo di provincia in Lombardia

Siamo in un’edicola e c’è un via vai di gente. Da queste parti il giornale ma anche la rivista di gossip sono molto importanti. Tengono allenata la mente e ci aggiornano sui potenti a cui tanto vorremo rubare il posto o il palcoscenico.
Entra un signore di colore e si mette in coda. Dopo cinque minuti di attesa, si rivolge all’edicolante:
- Vorrei mandare dei soldi in Camerun.
- Ah! Risponde l’edicolante – Devi pazientare almeno mezz’ora. Mettiti di là che ho tanti clienti stamattina!
Il venditore di giornali è un tipo vispo dai capelli rossi. Adora il suo capo, non è un campione di bellezza, è molto aggressivo e ha il gusto della battuta ad effetto.
- Ma perché? Chiede un po’ sorpreso il signore.
- Non è colpa mia – risponde indispettito l’edicolante – E’ Western Union che è così.
Nella mente dell’immigrato ritornano in mente tutte le volte in cui ha inviato dei soldi nel suo paese di origine per assicurare spese sanitarie ai suoi anziani genitori. Mai non aveva dovuto aspettare mezz’ora.
E poi quello della Western Union è un servizio pagato a peso d’oro!
Comunque Billy si sistema in un angolo dell’edicola, di fianco ad un signore molto taciturno.
Intanto continua l’afflusso nel negozio e per l’ennesima volta una signora tenta di ricordare all’edicolante che c’è un’altra persona prima di lei ma questo la ignora. A questo punto Billy si avvicina alla signora e le dice con grande ironia:
- Grazie signora ma io sono in castigo.
Finimondo!
- Tu! Non-Fare-Battute! Urla l’edicolante che poi aggiunge rivolgendosi al signore taciturno (probabilmente un suo amico): ma ti immagini…questi!
L’amico annuisce senza tuttavia esprimere un’ opinione in merito.
- Se il mio capo fosse qui…
- E cosa farebbe il tuo capo? Chiede Billy
- Ti avrebbe già buttato fuori!
- Ma il tuo capo io lo conosco e non mi sembra il prepotente che dici! Non è mica la prima volta che vengo in quest’edicola!
- Ah non! Il mio capo è molto cattivo con quelli come voi! Risponde l’edicolante con voce squillante.
Mentre l’amico dell’edicolante sta per chiudere la porta dell’edicola su invito dell’edicolante, entra un signore alto magro che senza nemmeno conoscere i fatti si rivolge a Billy:
- Tu, stai zitto! Qui non sei a casa tua. Vattene dall’Italia!
- E tu chi sei? Per quale motivo non dovrei andarmene?
- Via dall’Italia ho detto! Portate solo problemi
- Ah non! Risponde Billy, io sono molto più utile a questo Paese rispetto a gente come te! Lavoro e pago le tasse, e tu?
- Siete in troppi! Replica l’intruso.
A questo punto Billy non può fare a meno di dare del razzista al cafone e mentre continua a subire le molestie verbali da parte dello sconosciuto e i disservizi da parte dell’edicolante, si sente dire dall’amico taciturno dell’edicolante:
- Hai ragione tu…lui non doveva intromettersi senza conoscere i fatti.
Dopo una decina di minuti di attesa l’edicolante forse un po’ preoccupato dalla tensione nel suo negozio, chiede a Billy un documento di identità, i soldi da inviare e il nome del destinatario e la procedura si conclude dopo appena dieci minuti di attesa.
Uscendo dall’edicola Billy saluta cordialmente l’edicolante e il suo amico ma non riesce staccare il pensiero da quel signore che avrebbe voluto mandarlo via dall’Italia.

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Chi lascia la crosta esterna della pizza nel piatto viene multato!

Oggi sono andato in un ristorante-pizzeria dove vigge una regola molto interessante: paghi poco più di 10 euro e mangi la pizza a volontà fino a quando decidi di smettere ribaltando il cartoncino colorato che viene consegnato appena entri.
Se mantieni visibile il colore verde del cartoncino verrai sommerso di pizze di ogni genere, ma appena opti per il colore rosso vieni fieramente ignorato dai ragazzi e dalle ragazze che servono!
Passiamo ora alla cosa che ho apprezzato di più: nel piatto non puoi lasciare neppure un briciolo se non, vieni tassato di 2 euro, soldi che vengono devoluti a davvero muore di fame.
Interessante non?
Viene superato così l’assurdo detto: non buttare niente per il rispetto di chi muore di fame in Africa…
A proposito…non sono andato oltre cinque fette di pizza e ho lasciato molte croste esterne nel piatto. Di conseguenza sono stato “multato”…fortunatamente…

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E se la felicita’ fosse un bluff?

Oggigiorno se non insegui le masse, non sopravvivi…
Pensate alla politica italiana e al suo carattere post- ideologico!
Oramai la destra sta con le masse e il tradizionale individualismo mentre una sinistra senza le masse sta cercando affannosamente di riposizionarsi.
E noi cittadini?
Più che vivere pensando con la nostra testa, galleggiamo andando di volta in volta dove la corrente post-ideologica ci porta.
Nemmeno la società ci sta dando una mano…
In certi ambienti sociali o di lavoro è impossibile non mimetizzarsi con il gruppo lasciandosi condizionare più del dovuto. Insomma se tutti dicono che “le città sono sempre pericolose”, non pensarlo potrebbe danneggiarci…
Quando gli altri non riescono a condizionarci, ci pensano i mezzi d’informazione veicoli dell’ideologia…post-ideologica.
In tutto questo non vedo la ricerca della felicità…

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Oggi lavorare con i bambini e gli adolescenti richiede una grande professionalità

Queste fasce di età si confrontano quotidianamente con almeno 3 figure di educatori: i genitori, i docenti e gli esperti che si presentano a scuola o in luoghi extrascolastici con progetti creativi più o meno alternative a quanto già proposto a scuola o in famiglia.
Il lavoro dell’animatore è per questo molto delicato.
Un buon animatore deve sapersi inserire nel percorso degli alunni senza la pretesa di distruggere l’educazione dei genitori e ancora meno quella dei docenti. Dovrà piuttosto partire da quanto già imparato dal bambino, positivo o negativo che sia e renderlo bello, positivo e utile sia al bambino che alla società.
In fondo uno degli scopi principali dell’educazione e anche dell’istruzione è di renderci migliore sia verso noi stessi che verso gli altri. Anche nell’Africa tradizionale è ricorrente questo approccio. Infatti viene messa al centro del processo educativo e formativo dei piccoli e dei grandi l’interesse della comunità. Come dire: se sono felici gli altri, siamo felici anche noi…
Un buon animatore non deve nemmeno riprodurre schemi e comportamenti a cui è già abituato l’alunno. Ad esempio si sa quanto molti bambini vengono sgridati in casa, ebbene, riprodurre lo stesso tipo di atteggiamento con i bambini può rafforzare la tendenza del bambino ma anche degli adolescenti a ribellarsi, rendendo difficile se non impossibile il raggiungimento degli obiettivi del laboratorio.
Figura emblematica, affascinante e qualche volta ambigua l’animatore/educatore/formatore sopravvivrà ancora a lungo se saprà ritagliarsi nuovi ruoli e nuove professionalità in una società in continuo mutamento.

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FRIDAY, SEPTEMBER 03, 2010

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