La Germania è interculturale e vincente. La patria del nazismo, oltre ad aver tagliato i ponti con la parte vergognosa e criminale del suo passato sa guardare al futuro meglio di qualsiasi altro paese europeo. Le sue leggi contro le discriminazioni sono tra le migliori, le iniziative intraprese dai politici per includere i circa 12 millioni di stranieri sono altrettanto apprezzabili.
Il risultato? Un grande rinnovamento della società tedesca, minoranze culturale tutelate e figli degli immigrati messi davvero nella condizione di poter realizzare i propri sogni di riuscita sociale.
L’elenco delle personalità che non farebbero carriera da noi Italia è assai lunga:
Il ministro degli esteri tedescoè un gay dichiarato
Il capo del partito dei Verdi è turco di origine
La sua nazionale arcobalena e “brasiliana” ha fatto dimenticare il mondiale (disastroso) del 2006 e la bruciante sconfita alla finale delle europee di calcio 2008.
Il paese di Klinsmann, di Michael Shumacher, Lothar Mattaus, di Steffi Graff sembra aver dimenticato i suoi vecchi eroi per coccolare i suoi ragazzi dai mille colori che ricambiano l’amore e il sostegno che ricevono dalla loro nuova patria con grandi successi sportivi.
Molti dei nuovi idoli dei ragazzini tedeschi sono d’origine straniera. Tutti i ragazzi vorrebbero tanto somigliare a:
Serdar Tasci e Mesut Özil (origini turche)
Cacau (nato in Brasile)
Mario Gomez (padre spagnolo)
Jerome Boateng (padre del ghana)
Sami Khedira (origini tunisine)
Dennis Aogo (padre nigeriano)
Miroslav Klose, Lukas Podolski, Piotr Trochowski (nati in Polonia)
Marko Marin (nato in Bosnia)
In Italia invece la presenza degli straniera non è ancora percepita come un valore aggiunto. Anzi molti partiti politici come ad esempio la Lega Nord vincono ancora le elezioni grazie ad iniziative legislative di dubbio gusto a danno dei migranti e politiche anti immigrati prive di reale efficacia. Iniziative che piacciono a molti elettori che a forza di sentire parlare dei “malefatti” degli immigrati finiscono per abboccare all’amo.
Certamente l’Italia non rappresenta il peggiore dei mondi per gli immigrati ma si ha la sensazione che le potenzialità dei nuovi cittadini, la loro grinta e la loro voglia di arrivare e di affrontare le avversità non siano ancora apprezzate dai governanti.
Ai cittadini italiani che hanno paura degli stranieri chiederei di guardare paesi come gli Stati Uniti, Il Canada, l’Australia ecc. Paesi pieni di stranieri e spesso ai primi posti rispetto al benessere raggiunto.
Comunque il Veneto (che dovrebbe essere leghista) sta imboccando una strada molto originale e globale prima con il suo spumante “islamista” senz’alcol che ha ormai conquistato tutti i grandi paesi musulmani, e con il famoso “Kebeo” ovvero il kebab veneto inventato dagli “OstiNati” Gianluca e Gabriele. Il che fa pensare che ai concittadini non interessano le iniziative ideologiche di Zaia il loro presidente ( che consigliava agli italiani di preferire lo zampone all’ananas).
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Gentile Leonardo, con il mio post non avevo ne l’intenzione di scatenare la sua rabbia, ne di insultare la “tribù” dei bianchi. Il mio non è un lavaggio del cervello bensì una constatazione dell’evoluzione dell’umanità in cui viviamo. Lei non sarà mondialista ma sembra difendere a spada stratta le minoranze culturali e fa bene, cosa assai strana e paradossale. E’ il caso di sottolineare la grossa responsabilità dei colonialisti nella quasi scomparsa di molte di queste minoranze. Lo stesso Sudafrica ha subito per molti anni l’orribile sistema dell’apartheid dove gli ospiti si erano trasformati in carnefici e possedevano tutto compreso l’80% delle terre coltivabili. E’ grazie proprio a Mandela e alla lungimiranza di alcuni bianchi che quel periodo drammatico può ormai riternersi superato anche se i problemi non mancano. Il problema o meglio il mio dubbio sorge quando si mette a difendere i bianchi sudafricani. Io sia contro di loro (a parte i leader estremisti), ma se dovessimo applicare la sua teoria (“Noi dobbiamo essere NOI STESSI, senza ingerenze di nessun tipo, senza maligni condizionamenti proventienti dall’esterno”) dovrebbero essere proprio i bianche sudafricani, australiani, americani, canadesi ecc. ad andarsene. Ma sarebbe un’assurdità, un’ingiustizia, una forzatura della storia e dell’evoluzione del mondo.









Non Signor Leonardo, non sono cieco (ovviamente rispetto i ciechi) almeno più di lei. Lei crede davvero che il mondo debba tornare indietro di 50, 100 promuovendo ideologie che hanno fatto il loro tempo? Le società multietniche sono problematiche? Certamente, ma non più di tutte le altre società. Si dia un’occhiata attorno e si accorgerà che la Svizzera, il Belgio, la Francia, l’Inghilterra, gli Stati Uniti, il Canada, l’Autralia ecc sono ormai realtà multietniche consolidate. Insomma la società multietnica è già una realtà, realtà a cui l’Italiani partecipano attivamente (ci saranno almeno 50/60 milioni di italiani nel mondo).
Anche l’Italia fa la sua parte ma dovrà anche fare di più per integrare i suoi nuovi cittadini che non vanno visti come dei nemici. La nostra popolazione invecchia, i giovani non fanno figli e c’è da chiedersi seriamente chi sosterrà il sistema negli anni futuri quando il 70 o l’80% della popolazione sarà anziana e percepirà la pensione…
Un’ultima cosa…io sono sempre molto rispettosa delle idee altrui e trovo che l’offesa gratuita sia un atto opinabile.
Per ridere un pò riprendo una Sua frase “la germania multiculturale ha perso contro la spagna monoetnica” e aggiungo…”ma ad un certo punto, dopo l’uscita di Boateng erano tutti bianchi”
Cordilamente
Nulla di strano. Dialogare significa anche dare la possibilità a chi la pensa diversamente di potersi esprimere. Io credo e punto di più sulle potenzialità creative e non solo sugli aspetti negativi. Oggi troppa gente si lamenta senza tuttavia indicare la strada giusta per risolvere i problemi e per giungere alla felicità.
Per me la felicità è legata strettamente alla capacità di ognuno di noi di costruire buone relazioni, sia con noi stessi che con gli altri. Amando se stessi si impara a cogliere il bello e il positivo che c’è nell’altro. E’ per questo che non percepisco l’altro soltanto come problema. Anzi più lo percepisco come problema più dovrei indagare sui miei malesseri e sulle mie capacità relazionali e affettivi.
Per quanto riguarda il Sudafrica c’è qualcosa di positivo nel Sudafrica che è nato dopo l’apartheid. Certamente Mandela è l’artefice della pacificazione ma senza la volontà di tutti, tutto sarebbe scoppiato. Zuma non è un dittatore. Il nuovo presidente sudafricano fa parte del nuovo corso e non può cambiare il corso della storia. Se mai bisogna chiedersi dove vogliono arrivare certi leader bianchi (molto minoritari) che si arroccano in posizioni che vano contro il progresso, dichiarano di volersi armare per difendere terre espropriate ai neri. In realtà nessuno ha l’intenzione di restituire quelle terre ai legittimi proprietari (neri). Questi facinorosi dovrebbero dunque calmare i loro ardori e continuare a lavorare per il progresso del loro paese che ha già sofferto tanto.
Per quanto riguarda l’invechiamento della popolazione non sono io a “giocare” tale carta. I Paesi occidentali sono soggetti ad un invecchiamento continuo della popolazione. Alcuni di essi hanno anche intrappreso serie politiche di rinovamento della popolazione già danno i loro frutti. Ad esempio un vero sostegno alle famiglie come avviene ad esempio in Francia non sarebbe male. Qui che deve fare figli deve contare su se stesso o sui propri cari e bersi quotidianamente i procclami demagogici dei politici.
Ovviamente tutti gli stranieri non sono dei santi, ma occorre riconoscere che la maggior parte di loro operano quotidianamente e silenziosamente, dando un contributo al PIL che ormai ammonta al 10%.
Le invio la poesia dello scrittore Jean Claude Mugabo che illustra quanto i popoli del mondo e le economie siano davvero interdipendenti.
Cordialmente