La politica e la stampa (spesso organica) si scagliano contro Internet.

Dopo l’aggressione di Massimo Tartaglia a Silvio Berlusconi, la politica e la stampa si scagliano contro Internet. La rete viene considerata un mondo abitato da pericolosi sovversivi.
Gli attachi da parte dei politici non dovrebbero sorprendere nessuno, vista la consueta superficialità ed ignoranza con la quale i nostri eletti affrontano ogni novità, internet compreso. L’elenco dei paesi che non amano strumento è davvero lungo e comprende soprattutto paesi poco democratici (con l’Iran e la Cina ai primi posti).
Mi stupiscono di più gli interventi di giornalisti, molti dei quali sembrano troppo anziani per capire i nuovi codici di comunicazione.
Definire spazzatura buona parte dei contenuti su internet è talmente esagerato e ridicolo da risultare sospetto. Chi ha paura di internet? La stampa (spesso organica) ha probabilmente paura di perdere la sua credibilità.
Non vorrei ovviamente rinegare il lato oscuro di questo potente strumento (il Phishing, gli attacchi ai sistemi informatici, la clonazione delle carte di credito, lo sviluppo di rete di pedofilia, la diffusione di virus informatici, il pharming, lo spam, lo smishing, i trojan, gli spyware, i worm sono solo alcuni esempi) ma da questi pericoli è già possibile difendersi.

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