Archive for July, 2009

E se la felicita’ fosse un bluff?

Oggigiorno se non insegui le masse, non sopravvivi…
Pensate alla politica italiana e al suo carattere post- ideologico!
Oramai la destra sta con le masse e il tradizionale individualismo mentre una sinistra senza le masse sta cercando affannosamente di riposizionarsi.
E noi cittadini?
Più che vivere pensando con la nostra testa, galleggiamo andando di volta in volta dove la corrente post-ideologica ci porta.
Nemmeno la società ci sta dando una mano…
In certi ambienti sociali o di lavoro è impossibile non mimetizzarsi con il gruppo lasciandosi condizionare più del dovuto. Insomma se tutti dicono che “le città sono sempre pericolose”, non pensarlo potrebbe danneggiarci…
Quando gli altri non riescono a condizionarci, ci pensano i mezzi d’informazione veicoli dell’ideologia…post-ideologica.
In tutto questo non vedo la ricerca della felicità…

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L’importante non è capire…

Così molti bambini si sentono rispondere dalle persone anziane del villaggio in Africa Centrale quando tentano di penetrare misteri che non possono essere svelati a chiunque…
So quanto può essere frustrante sentirsi rispondere così, ma questa risposta è paradossalmente un invito al sapere o alla conoscenza.
Infatti presso molti popoli africani il rito d’iniziazione è una scelta libera. Affrontarlo significa imboccare la strada della conoscenza e dell’inclusione. Chi invece non lo affronta rimane immaturo e per certi versi un bambino.
Chi vuole capire deve affrontare il rito d’iniziazione.

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Per essere felici dovete…

Siamo uomini, donne, bambini e bambine in cerca di felicità. Una felicità che rimane tuttavia un’illusione. Non voglio proporre ricette o soluzioni improbabili…

Propongo solo alcuni piccoli accorgimenti: proviamo a fare più attenzione alle piccole cose che ci capitano ogni giorno e alle quali non diamo alcuna importanza…ad esempio:

- se il nostro bimbo o la nostra bimba ci regalano un bel sorriso al suo risveglio, questo potrebbe essere un bel modo per iniziare la giornata!

- perché lasciare scivolare nell’indifferenza lo sguardo carico di dolcezza e di affetto della persona amata, situazione magari non abituale che dovrebbe invece rallegrarci!

- perché non ricambiare il sorriso che ci regala una persona sconosciuta per strada…

Piccole cose, piccolissime cose che potrebbero invece cambiare la nostra vita!

E poi…il TEMPO!

Tendiamo a riempirlo troppo anziché svuotarlo.

Anche il sano turismo, l’andare al ristorante e perfino il fare all’amore diventano delle prestazioni tese a riempire il nostro tempo. Facciamo tanto per non annoiarci.

A nostro avviso, l’uomo o la donna felice dovrebbero coltivare l’ozio.

Non potendo rinunciare al lavoro, fonte di redito e di parte del benessere che ci rendono liberi dagli altri, dovrebbero concepire il resto del tempo come fonte di ispirazione per nuove idee e avventure.

E non c’è di meglio che sdraiarsi sotto un albero oppure su una spiaggia immaginando un mondo migliore sognando di vivere nel paradiso…che non c’è più…

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Oggi lavorare con i bambini e gli adolescenti richiede una grande professionalità

Queste fasce di età si confrontano quotidianamente con almeno 3 figure di educatori: i genitori, i docenti e gli esperti che si presentano a scuola o in luoghi extrascolastici con progetti creativi più o meno alternative a quanto già proposto a scuola o in famiglia.
Il lavoro dell’animatore è per questo molto delicato.
Un buon animatore deve sapersi inserire nel percorso degli alunni senza la pretesa di distruggere l’educazione dei genitori e ancora meno quella dei docenti. Dovrà piuttosto partire da quanto già imparato dal bambino, positivo o negativo che sia e renderlo bello, positivo e utile sia al bambino che alla società.
In fondo uno degli scopi principali dell’educazione e anche dell’istruzione è di renderci migliore sia verso noi stessi che verso gli altri. Anche nell’Africa tradizionale è ricorrente questo approccio. Infatti viene messa al centro del processo educativo e formativo dei piccoli e dei grandi l’interesse della comunità. Come dire: se sono felici gli altri, siamo felici anche noi…
Un buon animatore non deve nemmeno riprodurre schemi e comportamenti a cui è già abituato l’alunno. Ad esempio si sa quanto molti bambini vengono sgridati in casa, ebbene, riprodurre lo stesso tipo di atteggiamento con i bambini può rafforzare la tendenza del bambino ma anche degli adolescenti a ribellarsi, rendendo difficile se non impossibile il raggiungimento degli obiettivi del laboratorio.
Figura emblematica, affascinante e qualche volta ambigua l’animatore/educatore/formatore sopravvivrà ancora a lungo se saprà ritagliarsi nuovi ruoli e nuove professionalità in una società in continuo mutamento.

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FRIDAY, SEPTEMBER 03, 2010

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